Panel 1 – Sport, leadership e pari opportunità

Nello sport così come in altri ambiti lavorativi, la questione delle pari opportunità e delle discriminazioni, tutt’oggi riscontrabili in ambito sportivo e non solo, necessita di una risposta. L’intento di rimuovere quegli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale senza pregiudicare nessuno per via delle origini, del sesso o della condizione fisica, deve essere l’esito di un lavoro sinergico fra più parti, cittadini e cittadine, istituzioni e società civile. Le persone, facendo gioco di squadra, devono avere le stesse opportunità di partecipare ai processi decisionali a tutti i livelli enell’intero sistema sportivo, così come devono essere rappresentati in maniera equa nei diversi organismidirigenziali e in tutte le posizioni di potere.
A partire dallo stato dell’arte del dibattito sul tema e dalle testimonianze dei diretti interessati, il panel vuole valorizzare le proposte delle nuove generazioni, che sostengano e valorizzino tutte quelle dimensioni legateall’inclusione come il fair-play, la collaborazione, il rispetto di regole e ruoli, che sono peculiari di tutti gli sport, al di là di ogni genere di differenza.

Panel 2 – Enti di promozione sportiva, territori e coesione sociale
I territori rappresentano un’eccezionale testimonianza del valore che l’attività sportiva riveste. Infatti, il grande numero di associazioni e società che nei vari comuni da anni operano per favorire la pratica sportiva, curandonenon solo l’aspetto agonistico, ma soprattutto l’occasione di aggregazione e di crescita culturale e sociale, confermano l’universalità di un linguaggio che non tramonta. A partire da questi presupposti, il panel vuole essere spazio di confronto tra istituzioni, enti e organizzazioni sportive del terzo settore (E.P.S.) per discutere di modi etempi per incrementare il benessere generale di chi vive sul territorio, attraverso specifiche politiche sociali, oltre a promuovere il territorio stesso per attrarre altre persone e generare nuove opportunità. Un percorso co-progettato eco-sviluppato in stretta sinergia con le istituzioni, i diversi attori del mondo sportivo e le realtà imprenditoriali locali.

Panel 3 – Gli atleti con background migratorio – La voce di chi ce l’ha fatta
Rispettare i diritti umani vuol dire credere in un modello politico e in un modus vivendi, che trovano nel dialogo, nell’uguaglianza e nel rispetto reciproco la loro ragion d’essere. L’educazione e pratica sportiva è un possibile strumento di attuazione di questo processo che, se tutelata come diritto inalienabile, ci rende uguali e abbatte lebarriere fisiche e culturali del pregiudizio e della discriminazione razziale.
Nella pratica sportiva vengono valorizzati i talenti individuali: impegno, motivazione, determinazione e costanza sono i presupposti per una partecipazione attiva e un rendimento positivo.
Nel panel si darà voce ai protagonisti con background migratorio che hanno fatto dello sport la loro attività principale e missione di vita, evidenziando le paure e le difficoltà incontrate e al contempo mettendo in risalto il talento e la voglia di riscatto.

Panel 4 – Sport, giochi tra tradizioni e culture.
Nell’antica Grecia, i giochi olimpici facevano cessare qualsiasi tipo di ostilità e rappresentavano un momentodi grande sincretismo culturale, in cui coesistevano elementi differenti di culture diverse. Indubbiamente la forma mentis olimpionica era alimenta dallo spirito agonistico del superare gli altri, del primeggiare ad ogni costo, ma non a discapito del rispetto delle regole o della dignità dell’avversario. Questo modo di pensare non caratterizzava solo l’educazione atletica (agonistica), bensì rientrava in tutti gli ambiti della vita. A partire da una riflessione sul carattere pacifico dello sport, il panel vuole essere un’occasione per esperti conbackground migratorio e non per raccontare i giochi e le pratiche sportive che caratterizzano le comunitàmigranti in Italia e le culture storiche nel mondo.

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